Caso di studio · Linea 2 · urbanistica
Abusivismo urbanistico e pianificazione comunale
Dove l'auto-costruzione ha prodotto parti consistenti di città, la rigenerazione non può limitarsi alla sanzione: deve misurarsi con un costruito che è insieme illegittimo ed esistente.
- Ambito
- CEAR-12/AUrbanistica
- Referenti
- Claudia de Biase, Salvatore Losco
- Esito
- Monografia, 2023Le Penseur, 268 pagine
- Prospettiva
- Verso la rigenerazione

Il casoFinito / non finito
Un costruito illegittimo e però esistente.
L'abusivismo e l'auto-costruzione sono, nel Mezzogiorno, fra le cause principali della bassa finitezza architettonica e urbana delle parti periurbane: producono tessuti privi di ordine formale, di spazio pubblico e spesso di sicurezza statica, che nessuno strumento ordinario riesce a governare.
La ricerca guarda al ruolo della pianificazione comunale di fronte a questo fenomeno, nella prospettiva della rigenerazione anziché della sola repressione. È qui che la Linea 2 incontra le criticità che il gruppo assume come proprie: insicurezza statica e sociale, consumo di suolo, assenza di servizi, assetto idrogeologico.
Punti di attenzione
- Classificazione del fenomeno Forme, cause, gradi di consolidamento
- Rischio ambientale e idrogeologico Localizzazioni incompatibili
- Strumenti disponibili al Comune Fra sanzione, adeguamento e riordino
MaterialiRilievi, ridisegni, fotografie
Materiali del caso.



RiferimentiPubblicazioni collegate
- de Biase C., Losco S. (2023), Abusivismo urbanistico e pianificazione comunale. Verso la rigenerazione, Le Penseur, 268 pp. (monografia).
- Calabrò M. (2024), Participatory urban regeneration models: the inclusive dimension of sustainability, in «Nuove Autonomie», 1-2/2024.
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